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Spese di Rappresentanza: Novità sulla Deducibilità nella Legge di Bilancio 2025

Le spese di rappresentanza sono quelle spese per beni e servizi sostenute per promuovere gli affari dell’impresa mediante l’offerta a persone, direttamente o indirettamente collegate all’impresa, di un’immagine positiva dell’impresa stessa e della sua attività. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto alcune modifiche importanti riguardo alla loro deducibilità fiscale.

Deducibilità e Pagamenti Tracciabili

Secondo i nuovi commi 81-83 della legge, le spese di rappresentanza sono deducibili solo se il pagamento avviene con metodi tracciabili, come bonifici bancari o pagamenti elettronici. Questo vincolo è stato inserito modificando l’articolo 108, comma 2, del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza fiscale.

Chi è Interessato dal Cambiamento?

La modifica riguarda esclusivamente le spese di rappresentanza e non incide sulle spese di pubblicità o sponsorizzazione. Inoltre, per i liberi professionisti, la norma non introduce obblighi di tracciabilità per la deducibilità delle spese.

Limiti alla Deducibilità

Le spese di rappresentanza possono essere dedotte nel periodo d’imposta in cui sono state sostenute, ma con dei limiti:

  • Omaggi fino a 50 euro sono interamente deducibili.
  • Per importi superiori, la deduzione varia in base al fatturato:
    • Fino a 10 milioni di euro di ricavi: 1,5% dei ricavi.
    • Tra 10 e 50 milioni di euro: 0,6% dei ricavi.
    • Oltre 50 milioni di euro: 0,4% dei ricavi.

Regole per l’IVA

Ai fini IVA, le spese di rappresentanza non danno diritto alla detrazione dell’imposta, tranne per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a 50 euro.

Conclusioni

Le nuove regole impongono alle imprese maggiore attenzione nella gestione delle spese di rappresentanza, soprattutto per quanto riguarda i metodi di pagamento. Rispettare queste disposizioni permette di beneficiare delle deduzioni fiscali senza rischiare contestazioni.